Casa Circondariale Pavia, tre detenuti nord africani mettono in atto atti di devastazione all'interno delle celle di detenzione.

Tutto è iniziato nella tardo pomeriggio di domenica 1 Luglio 2018 dove all'interno della sezione ordinaria tre detenuti di provenienza nord africano hanno avuto dei forti contrasti con altri detenuti che potrebbero trarre origine da motivi riguardanti il controllo di traffico di generi e/o oggetti tra gli stessi.

Successivamente dopo poco tempo due di questi detenuti hanno appiccato il fuoco all'interno della cella e utilizzavano dei frammenti di lamette ricavate dai rasoi per inscenare tentativi autolesivi ed aggressivi contro il personale di Polizia Penitenziaria che era intervenuto per ripristinare l'ordine e la disciplina.

Successivamente a tali fatti il personale di Polizia Penitenziaria procedeva ad isolare tre detenuti nord africani che erano stati individuati tra i promotori di tali disordini.

Ma i tre detenuti dopo essere stati ubicati in celle singole del reparto isolamento hanno continuato ad mettere in atto scene di "guerriglia" infatti un primo detenuto ha iniziato a porre in essere gesti autolesivi e successivamente ha divelto e frantumato in multipli pezzi  sanitari di ceramica  del bagno, fino a sbattere continuamente le ante della finestra in ferro che si è staccata dal telaio fisso.

La stessa azione è stata replicata dagli altri due detenuti.

Gli stessi detenuti hanno i rubinetti situati nel bagno causando l'allagamento delle celle e del corridoio della sezione detentiva, rompendo anche le plafoniere dell'illuminazione.

VERI ATTI DI DEVASTAZIONE

Nella circostanza sono intervenuti i vertici della Casa Circondariale di Pavia sia la Direttrice sia il Comandante e il personale interessato, hanno cercato di instaurare un dialogo con i rivoltosi ma ogni tentativo è stato inutile.

Dopo lunghe ore di attesa e verso le ore 6.00 della mattinata del 2/7/2018, il personale di Polizia Penitenziaria che aveva assistito per tutta la notte ai continui comportamenti sovversivi è intervenuto per fare cessare ulteriori atti di devastazione dei beni, nonché gli atti di ribellione che si sono poi riversati contro il personale di Polizia Penitenziaria che ha dovuto affrontare no di questi detenuti che brandiva un frammento di lametta nel tentativo di mettere in atto atti di aggressione del personale.

La conta dei danni è inammissibile, tre celle devastate e rese inutilizzabili, danni all'impianto idraulico ed elettrico, scene raccapriccianti come quelle dei tre detenuti interessati che dalle ferite, che si erano autoprocurati, riversavano sangue sul pavimento e creando grande preoccupazione tra il personale che è dovuto intervenire nella circostanza con evidenti difficoltà.

Ancora una volta si pone in evidenza la difficoltà del personale di Polizia Penitenziaria che depauperato delle normali risorse umane è dovuto comunque intervenire con estrema difficoltà a causa degli inesistenti  mezzi di protezione e di dissuasione per contrastare tali fenomeni.

A dare la notizia il segretario generale dell'O.S.A.P.P. Leo Beneduci che rilancia: << la situazione delle aggressioni al personale di polizia, delle rivolte e delle devastazioni che come sindacato stiamo denunciando dimostrano il fallimento del buonismo nella gestione dei penitenziari italiani, della sorveglianza dinamica, “magia” che avrebbe dovuto migliorare le condizioni generali della detenzione e del lavoro degli operatori. Le regole necessarie al mantenimento dell'ordine e della sicurezza nelle carcere sono state progressivamente relegate a lettera morta, nonostante siano ben chiare nell'ordinamento penitenziario. Al primo avvicendamento del vertice dell'amministrazione, dovrebbe seguire una rivisitazione degli incarichi e delle funzioni di alcuni dirigenti che negli ultimi anni han portato nulla o quasi al miglioramento del sistema carcerario, con riflessi anche sulla percezione della sicurezza e della fiducia che i cittadini hanno verso le istituzioni, ormai ai minimi termini.>>.

 

 

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