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L’OSAPP, Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria, nelle date del 06 e 07 novembre 2018, ha ricevuto riscontro formale a cinque vertenze sindacali con un singolare “copia incolla” da parte di codesta Direzione, sintomatico dello stato precario delle relazioni sindacali instaurate con la scrivente o.s.

Ciò che preoccupa maggiormente, al di là della superficialità con la quale si provvede a riscontrare la corrispondenza sindacale, è l’approccio approssimativo verso una tematica delicata quale diventa quello dell’impiego del personale di Polizia Penitenziaria Femminile presso la 2a Casa di Reclusione di Milano “Bollate”.

Codesta Direzione ha invitato alla comprensione, “le parti sindacali”, per i ritardi nel riscontro della corrispondenza. Purtroppo i problemi sono di ben altra natura e, a causa probabilmente del recente insediamento con l’assunzione della reggenza, la scarsa conoscenza del contesto lavorativo non sta aiutando il dialogo tra parte pubblica e componente sindacale.

L’invio dell’ultimo contingente di personale di Polizia Penitenziaria femminile (avvenuto a luglio c.a.) presso la 2a Casa di Reclusione di Milano “Bollate” è stato il frutto di un’aspra battaglia sindacale portata avanti da quasi tutte le componenti sindacali e si è reso necessario per l’apertura del 6° reparto detentivo ossia quello in cui sono ristrette le detenute che fruiscono della misura del lavoro all’esterno.

Tale delicato settore (e la recentissima evasione di una detenuta durante la fruizione del lavoro all’esterno dovrebbe essere un monito) necessita di un maggiore e migliore impiego di personale di polizia Penitenziaria Femminile. Probabilmente la S.V. è stata consigliata male da chi ritiene tali unità “dei tappabuchi” e l’attuale gestione del personale femminile sta ingenerando un crescente malcontento.

La scrivente o.s. oltre a non condividere l’assoluta sussidiarietà del personale femminile all’U.O. Area Esterna nei servizi di portineria e block house, ritiene che lo stato attuale delle cose leda significativamente il principio delle pari opportunità sul lavoro oltre ad essere poco funzionale. Il lavoro concernente controlli all’esterno, sopralluoghi, comunicazioni e gestione burocratica delle pratiche delle detenute che fruiscono del lavoro all’esterno, attualmente, è interamente a carico del personale maschile del 5° reparto quando sarebbe opportuno avviare, propedeuticamente, il 6° reparto verso una gestione integrata del proprio settore.

Sarebbe stato anche ragionevole da parte di codesta Direzione, qualora necessario ad integrare il personale dell’U.O. Area Esterna, avviare una ricognizione interna tra il personale femminile interessato a maturare questo tipo di esperienza lavorativa.

Nel riscontro avuto tale ragionevolezza non si è manifestata piuttosto l’impressione è quella che codesta Direzione voglia barricarsi sulla propria sterile posizione.            

Alla luce di quanto rappresentato e del malcontento diffuso tra il personale di Polizia Penitenziaria femminile, la scrivente o.s. chiede alla S.V. un incontro con le ooss per valutare l’organizzazione del lavoro, con i relativi carichi, del 6° reparto.

Nelle more di urgente cortese riscontro, l’occasione è gradita per porgere distinti saluti.

 Il V.Segretario Regionale OSAPP

Francesco Ricco

 

 

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