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Indebita/illegittima mobilità di 3 agenti di Polizia Penitenziaria Femminile dalla Casa di Reclusione di Milano-Opera alla Casa di Reclusione di Milano-Bollate.

Tre agenti di Polizia Penitenziaria femminile del 171esimo e 172esimo corso, assegnate a fine corso dalla Direzione Generale del Personale e delle Risorse del Dap presso la Casa di Reclusione di Milano-Opera, appena giunte in sede, nella prima decade del  decorso dicembre, con provvedimento del Provveditore Regionale della Lombardia senza oneri a carico dell’Amministrazione valevole fino al 28 giugno 2018 sono state “dirottate” verso la Casa di Reclusione di Milano-Bollate.
Stanti le immediate richieste di chiarimenti avanzate da questa O.S., il Provveditore Regionale ha affermato che tale provvedimento, invero assolutamente insolito ed inappropriato secondo le vigenti regole anche di relazione tra le Parti sarebbe stato avvalorato dalle esigenze organiche presso la casa di reclusione di Milano-Bollate.

Senza voler in alcun modo negare l'oggettiva carenza di organico della Casa di Reclusione di Milano-Bollate, nel merito della decisione assunta dal Provveditore Regionale si rilevano una serie di gravi inottemperanze di notevole gravità in particolare riguardanti:
1) il fatto che la procedura adottata viola palesemente gli accordi sulla mobilità regionale, che prevedono in primis l'adozione di una ricognizione tra il personale al fine di individuare unità che volontariamente siano impiegati presso il carcere di Bollate. In secondo, nel caso di ricognizione senza unità aderenti alla medesima, provvedere di ufficio, rispettando l'articolo 4 comma 8 dell'accordo regionale sulla mobilità del 2014 (evidentemente poco gradito al provveditore in quanto stipulato dal precedente dirigente della sede, sic !) che prevede la rotazione quindicinale delle unità inviate d'ufficio;
2) il fatto che la Direzione Generale del Personale e delle Risorse abbia individuato, sulla base del vigente decreto ministeriale sugli organici nazionali del Corpo di Polizia Penitenziaria, le sedi e le unità da assegnare alla conclusione dei corsi di formazione, tenuto conto che di regola tali assegnazioni concorrono/determinano procedure di mobilità a domanda del Personale di Polizia Penitenziaria già in servizio e che è stata in tal modo stravolta l’intera e consolidata prassi, non a caso oggetto di confronto in ambito nazionale:
3) il fatto che non risulta che sia consentito ad un Provveditore Regionale di stravolgere regole regionali e procedure di mobilità nazionali né in Lombardia né altrove, né che l’Amministrazione penitenziaria centrale possa in qualche misura transigere su tali situazioni, tenuto conto che quanto avvenuto a Milano potrebbe avvenire ovunque, da parte di qualsiasi altro Provveditore Regionale.
Peraltro, nonostante una lunga interlocuzione con il medesimo Provveditore, quale rimedio assolutamente parziale ed inadatto nel merito a risolvere la questione, tenuto conto che l’autorità terza e di garanzia in ambito regionale e l’Organo che ha prodotto la violazione risultavano essere l’identica persona, l’O.S.A.P.P. ha ricercato la decisione della Commissione Arbitrale Regionale ottenendo un risultato del tutto sfavorevole che in ogni caso non muta né la natura né le conseguenze di un problema tuttora esistente e che può solo condurre ad una definitiva rottura di corrette relazioni tra questa O.S. e lo stesso Provveditore.
E pensare che tra le motivazioni addotte dal richiamato dirigente generale rispetto alle decisioni assunte nei confronti delle tre agenti di Polizia Penitenziaria, vi sarebbe stato persino il tentativo di l’addossarne la responsabilità a questa O.S. (SIC!) che non ha rinunciato alla C.A.R..
Da ultimo, infine, lo stesso Provveditore ha affermato di aver agito con l'avallo (o previa ratifica) degli Organi del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, peraltro, non rammentando che in analoghe circostanze, nel 2009, aveva revocato provvedimenti di distacco di personale femminile da Opera a Bollate a seguito di semplice mozione posta, per pura coincidenza (sic!) da altra sigla sindacale di probabile diverso gradimento rispetto a quella scrivente.
Ciò posto, a fronte della indicata assenza di correttezza del citato Provveditore Regionale della Lombardia si invitano le SS.LL. a voler disporre per i necessari ed urgenti correttivi, significandone da un lato l’urgenza e d’altro canto specificando che l’assenza di pertinenti iniziative andrà ad intensificare le ragioni di un dissenso che non potrà investire la sola amministrazione regionale e che intravede nella negazione degli strumenti e del ruolo del Sindacato la prima causa e le ulteriori ragioni nell’incapacità di comprendere da parte dell’identico dirigente generale che non può adottare quanto maggiormente gli aggrada a seconda dei momenti e delle circostanze.

In attesa, quindi, di cortese e necessariamente sollecito riscontro, in merito alle determinazioni adottate, si ringrazia e si inviano distinti saluti.

 

Leo Beneduci

Segretario Generale OSAPP

 

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