Casa Circondariale di Milano San Vittore - rapporti informativi del personale di Polizia Penitenziaria.

Mancata valorizzazione delle competenze nei giudizi e cumulo dei ricorsi presso la commissione ex art. 50 d.lgs 443/92.

Prosegue, senza soluzione di continuità rispetto al passato, la incredibile e discutibile prassi per cui nei confronti di numerosissime unità di personale di Polizia Penitenziaria presso la Casa Circondariale di Milano-S.Vittore continua ad essere attribuita la medesima valutazione nella compilazione del giudizio complessivo annuo, previsto dall'art.44 del d.lgs. 443/92, per diversi anni consecutivi, senza che, in presenza di elementi oggettivi di miglioramento professionale (quale ad esempio la frequenza con profitto di corsi, il conseguimento di ricompense, l’assidua presenza in servizio), sia stata valutata l’opportunità di attribuire un punteggio aggiuntivo, a differenza di pochi e ben individuabili “eletti” a cui, invece, nonostante la palese assenza di miglioramenti tale aumento viene riconosciuto.

Lungi dal ritenere che l'occasione della redazione del rapporto informativo sia un momento di “resa dei conti” (sia in positivo e sia in negativo) nella gestione del personale, svalutando nei fatti la ratio della norma che disciplina la valutazione del dipendente, alcune considerazioni su quello che risulta accadere (da anni e senza alcuna inversione di tendenza dopo il nuovo cambio al vertice dirigenziale) vengono poste all’ attenzione delle SS.LL. e del Provveditore Regionale cui la presente è anche indirizzata.

In primis, la motivazione che viene posta in sede di presentazione del rapporto da parte dell'organo che lo redige che viola palesemente l'art. 3 della legge 241/00, in quanta scarna e senza alcun criterio di adeguatezza, pertinenza e completezza rispetto ai criteri redazionali del giudizio previsto del D.M. 9 febbraio 1993. Si aggiunga che il vincolo legale della valutazione del rapporto informativo che lo espunge da qualsiasi arbitrarietà nella formulazione del giudizio è altresì previsto, oltre che dalla norma dianzi citata, anche nelle nelle circolari di dicembre 1993 e dicembre 1994 e da ultimo nella lettera 28 novembre 2014 n.0409714 e del 26 ottobre 2015 n.0358680.

Tali sommarie valutazioni, adottate dagli organi preposti della Casa Circondariale di Milano san Vittore (e quindi dal Comandante del Reparto e dagli attuale e precedentee Direttore), non terrebbero neanche conto del riconoscimento delle competenze e delle attitudini del dipendente oggetto di valutazione ed in tal modo, si ritiene, viene svilita la finalità del giudizio che dovrebbe essere funzionale a: “delineare la complessiva personalità dell’appartenente al Corpo”, ricomprendendo altresì le competente professionali, il rendimento complessivo, nonché in generale la capacità di intervento nello scenario operativo dell'espletamento dei compiti, così come genuinamente precisato dal comma 4 dell’art. 44 del d.lgs. 443/92.

Più precisamente, tale modus operandi ha un effetto mortificante e deprimente sulla motivazione del Personale, che associa a tale mancato riconoscimento della professionalità un duplice effetto: la scarsa o non sufficiente conoscenza delle proprie competenze (conoscenza che avviene, al contrario, quando si tratta di penalizzare il personale nella diminuzione della giudizio e allorquando accadono eventi disciplinarmente perseguibili), e la presunta (ancorché probabile) sperequazione nella valutazione di soggetti rispetto ad altri. 

Ancora più indicativi, a nostro avviso, si sono dimostrati nel numero i ricorsi presentati da coloro si sono doluti dei provvedimenti impugnati e che sono stati decisi dalla Commissione del ruolo agenti /assistenti ex art. 50 del d.lgs. 443/92, quale organo del reclamo.

La Commissione ha, infatti deciso sui ricorsi con provvedimento di rigetto-fotocopia in cui di fatto conferma i rapporti informativi della Direzione di San Vittore (in quanto non dissimili da quelli dei precedenti anni?), non tenendo in considerazione i motivi della doglianza posti nel mezzo di gravame, rendendo inefficace e poco affidabile il ricorso de quo e legittimando la prassi della suddetta Casa Circondariale che persevera, come avverrà in futuro qualora non si intervenga debitamente, in una valutazione che nulla ha a che vedere con la valorizzazione delle risorse umane e con il sereno giudizio sulla professionalità delle stesse. Non è un caso che l'esodo del personale oltre che verso sedi extraregionali, anche verso quelle di altri istituti metropolitani ( Bollate, Opera, Nucleo Provinciale) dimostra quanto si renda insopportabile e quanto sia poco valutata la presenza lavorativa nell’istituto penitenziario in argomento. Pertanto, stante la gravità e l'urgenza di quanto segnalato nella presente nota si richiedono alle SS.LL. per quanto di competenza immediati interventi di natura risolutiva, anche previ ed urgenti accertamenti, nonché l'adozione di provvedimenti che restituiscano alla redazione dei rapporti informativi presso la Casa Circondariale di MilanoS.Vittore un significato conforme alla norme e non li renda esclusivamente ed ingiustamente punitivi e/o motivo di sperequazione, come adesso accade. Si resta in attesa di urgente riscontro in merito alle determinazioni adottate.

Leo Beneduci - Segretario Generale O.S.A.P.P.

 

Link utili




 

Sondaggi



 

Rubrica a cura di Leo Beneduci 2 aprile 2020

Link al servizio completo


 

Le SCUSE, il D.A.P. ed IL MINISTRO...DOVE SONO??? CI PENSA SALVINI???

SULLE ASSUNZIONI DELLA POLIZIA PENITENZIARIA
NON GIOCATE CON I NUMERI!!!

Dramma Uniformi

Il Governo Conte compie 100 giorni....

e la Polizia Penitenziaria???

Assunzioni straordinarie e concorso sovrintendenti

 

 


 

Questo sito si avvale dell'utilizzo di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.