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Aveva piazzato microcamere nascoste in due spogliatoi e negli alloggi. E' accusato anche di aver sottratto biancheria intima e file sulla sfera privata delle donne dai loro computer.

Sembra la scena di un film di Alvaro Vitali: il maresciallo-Pierino è stato sorpreso mentre spiava le soldatesse negli spogliatoi. Ma non siamo al cinema e non c'è nulla di divertente. Il maresciallo dell'Esercito è stato citato in giudizio con l’accusa di aver piazzato delle microcamere nascoste in due spogliatoi di una palazzina adibita al personale militare femminile e di averne piazzate un paio anche nei singoli alloggi delle soldatesse. I fatti sono accaduti in una caserma del nord Italia e a rivelarlo è GrNet.it, il sito web su Sicurezza e Difesa.

Sarebbero 23 le vittime del maresciallo: soldatesse che solo con l'avvio del procedimento penale hanno saputo che erano state spiate in caserma. Ora alcune di loro sono passate ad altri corpi dell'esercito e della polizia. Il maresciallo è accusato anche di aver sottratto dagli alloggi di tre soldatesse - nei quali si introduceva clandestinamente - la loro biancheria intima. Non contento, secondo l’accusa, il militare avrebbe spiato anche i tablet, i computer e gli smartphone delle vittime rubando file e contenuti che si riferivano alla loro sfera privata. Ora dovrà presentarsi davanti ai giudici. La prima udienza sarà il 4 ottobre prossimo.

 

fonte Repubblica.it

 

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