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IL RINNOVO DEL CONTRATTO DI LAVORO DEL TRIENNIO 2016 2017 E 2018. COSA C'E' E COSA CI PUO' ESSERE...L'ANALISI REALE DELLO STATO DELLE COSE. IL 9 GENNAIO IL SECONDO INCONTRO. SARA' DECISIVO?

Il primo contratto di lavoro dopo lo sblocco dei contratti. Per il triennio ci troviamo solo 85 euro lorde medie pro-capite per il 2018 e arretrati per gli anni 2016 e 2017 che riguardano solo la vacanza contrattuale. Trattasi di meno di 300 euro totali di arretrati. E' le indennità accessorie ? Il 9 gennaio ci sarà il secondo incontro.

I carabinieri devono avere almeno 200 euro di aumento stipendiale ! Un affermazione bella per me carabiniere e mi piace poterla dire quando ci sono le occasioni per farlo. Qui si ferma il delegato cialtrone che deve prendere per i fondelli il collega utilizzando le dinamiche che sconosce per ovvi motivi, si occupa della quotidianità delle dinamiche del reparto e non può certo seguire e approfondire ciò che riguarda contratti e rapporti con le istituzioni.

Qui entra in campo il delegato professionale e carabiniere anch'esso, che non vuole prendere per i fondelli il collega perché è come se lo facesse a se stesso. Questa onestà intellettuale, di pochi, è certo un dato certo da oltre cinque anni su questa piattaforma pianetacobar e per tutti coloro che hanno condiviso questo metodo, innovativo, ma che costa il sacrificio di onestà, trasparenza, leatà e prendersi responsabilità mettendoci la faccia...sempre e comunque. La legge sul contratto di lavoro per il pubblico impiego include tutti, proprio tutti i dipendenti pubblici, circa 2 milioni e mezzo ivi inclusi i 250mila appartenenti al comparto difesa e sicurezza.

Quindi se il Governo deve dare 200 euro al carabiniere, vanno date per legge al 2.500.000 di impiegati pubblici. Questo contratto di lavoro che riguarda il triennio 2016-2018, è il primo che facciamo unito, normativo ed economico. In passato avveniva in fasi differenti, poi con legge si è protratto il contratto di lavoro ad un triennio e normo-economico. Quindi significa che lo stanziamento e le cifre di cui si parla, includano tutto. Su questo noi dobbiamo fare puntualizzazioni e non possiamo accettare che per entrambi gli aspetti, fisso ed indennità, si possa pensare alla stessa cifra che si st° stanziando per tutti. Noi non dobbiamo perdere di vista che quando si dice "fisso" si intende l'incremento, l'aumento della parte stipendiale fissa che incide sul calcolo della pensione. Diverso è per le indennità che, invece, non incidono sulla maturazione pensionistica. E' anche dovuto il tenere attenzione su tutto cio' che possa incidere positivamente sull'incremento di tutto cio' che alimenta la parte previdenziale. Si, perchè non dimentichiamo che, nonostante l'importante intervento del riordino sulla parte previdenziale, le pensioni dei piu' giovani non sono state sanate al punto di potersi chiamare pensioni adeguate per un appartenente alla nostra istituzione e per una pensione dopo una vita a rischio per quasi 40 anni. Ma intanto analizziamo insieme cosa è successo nell'incontro sul contratto di lavoro al Ministero Funzione Pubblica il 22 dicembre 2017.  Sono stati presenti tutti i vertici dei vari Ministeri del Governo. Nella prima parte della riunione c'è stata la presa d'atto che, nella Legge di Bilancio 2018 sono stati mantenuti gli impegni relativi allo stanziamento di risorse che avrebbero garantito al personale del Comparto Difesa-Sicurezza incrementi medi stipendiali pari a € 85 lordi mensili pro-capite. Questo è stato fatto in linea con la restante parte del Pubblico lmpiego che aveva già avuto stanziato tali risorse per cui già era stata chiuso l'accordo contrattuale. Inoltre a riconoscimento della specificità del Comparto, sono state individuate risorse con un ulteriore appostamento, ripartite in 50 Milioni di euro per il 2018, 100 per il 2019 e 150 dal 2020. Somme poi da ripartire con successivo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per Forze Armate, Forze di Polizia e Vigili del Fuoco. Tra l'altro tutto questo finalizzato a rivalutare le misure orarie per lo straordinario e il trattamento economico accessorio, le indennità. Questo riconoscimento dell'impegno del Governo è stato espresso da tutte le sigle sindacali e rappresentanze militari del CoCeR, salvo quella del CoCeR carabinieri. I lavori sono proseguiti dove il Dipartimento della Funzione Pubblica ha proposto alle rappresentanza sindacali e militari di sviluppare la fase contrattuale in una prima fase, breve e da chiudere in tempi brevissimi, in cui si vuole rendere operativi gli incrementi stipendiali per una stima di 85 euro lordi pro-capite mensili, con relativi arretrati che riguardano meramente la vacanza contrattuale dal gennaio 2016 al dicembre 2017. Quindi 24 mesi di indennità di vacanza contrattuale, circa dodici euro mensili, un totale di circa di poco meno di 300 euro. Poi in una seconda fase, cosiddetta "coda contrattuale", affrontare la revisione degli istituti normativi e del trattamento economico accessorio, le indennità. Qui ripartire le risorse aggiuntive incluse nella legge di bilancio 2018, sopra specificate. Le rappresentanze sindacali delle forze di polizia hanno aderito alla proposta del Governo, pur riservandosi di fare un esame concreto della ripartizione degli incrementi economici messi a disposizione del comparto nella manovra di bilancio del 2018. I Co.Ce.R. delle forze armate e della Guardia di Finanza hanno espresso delle riserve, mentre per il CoCeR Carabinieri è stato espresso un parere contrario. Al termine dell'incontro il Dipartimento Funzione Pubblica ha preannunciato che il Ministero Economia e Finanze avrebbe partecipato alle amministrazioni le varie ipotesi di ripartizione delle risorse relative a questa cosiddetta prima fase, perché si potessero fare approfondimenti. La riunione è stata cosi' rimandata alla ripresa dei lavori al 9 gennaio 2018 presso la Funzione Pubblica con l'obiettivo di concludere e rendere immediatamente operative le risorse economiche. Ora vediamo quali saranno le posizioni delle parti sindacali e rappresentanze militari a fronte di quelli che saranno i maggiori dettagli della ripartizione risorse e la prospettiva delle disponibilità su quelle accessorie. Noi, non possiamo certo non tener conto che l'intervento del miliardo di euro a regime fatto per il riordino dei ruoli esclusivamente per il comparto difesa e sicurezza non sia degno di una scelta di Governo che ha dato risposte concrete agli uomini e donne in divisa, a fronte di canti e cantilene recitate a vuoto da 20 anni. Si, certo che ne dobbiamo tener conto, assolutamente si. Ma non possiamo perdere di vista che i nostri contratti bloccati, si sbloccati da questo Governo, debbano avere un aumento relazionato ad anni e anni di stipendi fermi a guardare un economia sociale che ci ha portati ad essere più vicino alla famiglie più povere che a quelle che possono svolgere una vita familiare e sociale dignitosa. I soldi è vero che questi sono quelli stanziati, ma proprio perché questo Governo ha mostrato coraggio, serietà ed una scelta vera sulla sicurezza e sugli uomini e donne che operano per il settore, si può fare uno sforzo prendendo un impegno certo, dove con operazioni di defiscalizzazione si può dare una risposta economica concreta per dare forza economica agli stipendi delle famiglie di chi opera ogni giorno rischiando la vita per garantire ordine e sicurezza in ogni angolo del nostro bel paese.              

 

 

Fonte: pianetacobar.eu/co.ce.r. carabinieri/ aps Romeo Vincenzo

 

 

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