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Fumata grigia nell'incontro di ieri all'Aran, l'agenzia che rappresenta lo Stato nelle trattative contrattuali, e i sindacati confederali della scuola, dell'università e della ricerca.

«L'Aran ha preso del tempo per valutare la rideterminazione delle risorse necessarie a garantire l'aumento di 85 euro per tutto il comparto», spiega Maddalena Gissi, segretario generale Cisl Scuola.

Non si tratta della solita tecnica dilatoria per far decantare un clima infuocato. Il problema, infatti, è esclusivamente di natura economica: i 2 miliardi stanziati dalla legge di Bilancio 2018 sono in pratica la base sulla quale l'Aran è disposta a negoziare. «Nel comparto della conoscenza, che comprende scuola, università, enti di ricerca ed alta formazione (conservatori e accademie d'arte; ndr), lavorano circa 1,2 milioni di dipendenti», spiega Ignazio Ganga, nuovo segretario Cisl Funzione Pubblica e «prima di tutto bisognerà, da una parte, impostare le relazioni sindacali nel modo giusto e, in secondo luogo, garantire per tutti i lavoratori l'aumento contrattuale fissato in 85 euro, fissando un elemento perequativo per i redditi più bassi, come fatto per le amministrazioni centrali». Altro obiettivo, concordato n sede di manovra, è conservare il bonus Renzi da 80 euro a coloro che percepiranno gli incrementi stipendiali. Attualmente ne usufruisce il 43% del personale del comparto.

È chiaro che non sarà semplice consentire a bidelli, maestre, professori e tecnologi di ottenere la stessa cifra su un montante che pur elevato va distribuito tra gli oltre tre milioni di dipendenti unitamente all'indennità di vacanza contrattuale. Ecco perché la Cisl ha avanzato l'ipotesi di recuperare le risorse stanziate con la Stabilità 2016 e la legge di Bilancio 2017 (all'incirca 600 milioni; ndr), ma che, par di capire, dovrebbero essere state ricomprese nei 2 miliardi di stanziamento.

Di qui la protesta del sindacato Anief. «In ogni caso sarà un accordo a perdere - contesta il segretario Marcello Pacifico - perché docenti e personale tecnico-amministrativo non avranno più di 70 euro». Il riferimento è all'indennità di vacanza contrattuale per il periodo di blocco 2010-2016 (da 370 a 712 euro) che drenerà buona parte delle disponibilità. «Un accordo si troverà - conclude - perché ci sono sia le elezioni che i rinnovi delle rappresentanze sindacali».

Il comparto dell'istruzione, però, è sicuramente meno problematico rispetto agli altri perché può contare su vari fondi di bilancio che si potrebbero utilizzare all'uopo. Ieri al ministero dell'Istruzione, in un incontro tra il titolare del dicastero Valeria Fedeli e i sindacati (argomento la sentenza del Consiglio di Stato che «obbliga» i maestri dell'infanzia e delle elementari a essere laureati) si è avanzata l'ipotesi di ricorrere alla card per gli acquisti degli insegnanti (380 milioni) e ai fondi per i premi al merito (200 milioni). Per sanità ed enti locali la trattativa sarà più complessa: ognuna delle controparti chiede 600 milioni in più.

 

 

Fonte Ilgiornale.it

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