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Dopo le rivolte e i danneggiamenti, benefici ai detenuti e punizioni ai poliziotti penitenziari.

Le disastrose e violente proteste dei detenuti responsabili di devastazioni e di gravi danneggiamenti nelle rivolte avvenute in circa 40 istituti penitenziari italiani non vengono puniti, mentre, il Direttore Generale del Personale del D.A.P. (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) con circolare diretta ai Provveditori Regionali dell’Amministrazione si preoccupa di mantenere in piedi, mediante procedure per via telematica i procedimenti disciplinari a carico dei poliziotti penitenziari anziché sospenderli in costanza di emergenza da Coronavirus.

E’ quanto si legge in una nota a firma di Leo Beneduci Segretario Generale dell’OSAPP (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) che aggiunge : “mentre iniziano ad essere palesi i casi di contagio all’interno delle carceri (10 ieri i detenuti per ammissione dello stesso DAP) tuttora difettano in seno all’amministrazione penitenziaria disposizioni urgenti sia dirette a contrastare il contagio all’interno degli istituti di pena e sia all’indirizzo degli operatori riguardo ai protocolli da utilizzare nel contatto con i detenuti contagiati e a rischio contagio ci si preoccupa, di impartire disposizioni perché l’azione disciplinare in danno dei poliziotti penitenziari, mai come in questi periodi veemente ed indiscriminata, prosegua imperterrita.

A seguito dell’ennesimo esempio di superficialità e di inadeguatezza espressa dall’attuale dipartimento dell’amministrazione penitenziaria – indica ancora il leader dell’OSAPP -, in data di ieri con missiva all’indirizzo del Ministro Bonafede e del Sottosegretario Ferraresi stanti gli encomiabili meriti acquisiti dalle donne e dagli uomini del Corpo di polizia penitenziaria nel sedare, senza particolari conseguenze, le violenze di migliaia di ristretti, abbiamo chiesto come sindacato di valutare la possibilità di procedere ad un generale condono delle sanzioni e dei procedimenti disciplinari in questo momento a carico di tale personale, laddove può ritenersi almeno contraddittorio che benefici vengano concessi a chi ha distrutto almeno il 20% delle carceri italiane e d’altro canto si continui a “vessare” chi ha agito con sacrifici e sprezzo del pericolo a tutela della collettività nazionale.

Dubitiamo – conclude Beneduci – che data la non eccessiva sensibilità dimostrata fino ad oggi anche nel mantenere gli indisturbati incarichi dei vertici dell’amministrazione penitenziaria, nonostante gli effetti tutt’altro che encomiabili dell’attuale gestione, il Ministro Bonafede sappia ascoltare ed accogliere le nostre proposte.”

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