Un ulteriore tassello si aggiunge oggi all’importante processo di riorganizzazione delle Forze di Polizia avviato, in attuazione della Direttiva del Ministro dell’Interno del 15 agosto 2017, attraverso una serie di iniziative tutte mosse dall’unico filo conduttore del potenziamento della efficacia di intervento sul territorio. A quasi 40 anni dalla Legge di riforma – la 121/81-

oggi si realizza finalmente la prima pianificazione della rete dei presidi delle Forze di polizia sviluppata su tutto il territorio nazionale e che sarà aggiornata annualmente.

Si realizza cosi un obiettivo epocale che consente:
a) la rilevazione sistematica del quadro generale di tutti gli uffici di polizia sul territorio;
b) la verifica dell’adeguatezza del sistema presidiario, con criteri oggettivi ed in base alle rinnovate esigenze di sicurezza dei singoli contesti;
a) l’intervento integrato, rimodulando la dislocazione delle Forze di polizia secondo un disegno coerente e linee di indirizzo armoniche;
b) la capillarità della presenza ed il potenziamento delle attività di controllo effettivo del territorio.

Una particolare attenzione nell’ambito di questa pianificazione è dedicata alle 14 città metropolitane- considerate come “laboratorio” per la sperimentazione di nuovi e sempre più funzionali approcci.
Il progetto, elaborato da un Gruppo interforze, tocca dunque il tema della ottimale distribuzione dei presidi delle Forze di polizia sul territorio e rappresenta un obiettivo strategico ai fini del potenziamento della sicurezza e del servizio ai cittadini.

Si tratta di un intervento che nasce dalla direttiva Minniti, condiviso in ambito sindacale con il Ministro Salvini e che ora vede la sua consacrazione nel Comitato Nazionale dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica (tenutosi a Roma il 17 dicembre 2019) nell’ambito di un più ampio disegno di pianificazione su tutto il territorio nazionale.
Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza hanno ridisegnato insieme i propri assetti sul territorio confermando la presenza nelle aree nelle quali sono già operativi e potenziando il dispositivo nelle zone delle città più fragili e periferiche, evitando inutili sovrapposizioni.

Tutto ciò anche grazie all’incremento degli organici delle Forze di polizia approvato nell’ambito del più generale “Riordino delle carriere e dei ruoli”.Si è trattato, come evidente, di un lavoro estremamente complesso che ha visto come protagonisti il centro ed i territori ed ha coinvolto Prefetti, Questori, Comandanti provinciali dell’Arma e della Guardia di finanza ed i Sindaci delle città interessate, nell’ambito dei Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Tutto il progetto si è basato su una nuova e rigorosa metodologia per la valutazione dell’efficacia dei singoli presidi, che sono stati dapprima “misurati” – utilizzando set di indicatori statistici e funzionali- nonché “mappati” e per la prima volta georeferenziati.

L’applicazione di questa metodologia scientifica, basata su un sistema complesso ed articolato di parametri, ha consentito di calibrare la nuova localizzazione dei presidi sulla specificità dei singoli contesti.

La Polizia di Stato, anche in ragione delle funzioni di Autorità provinciale tecnica di Pubblica Sicurezza affidate al Questore, ha tenuto conto non solo degli indici di delittuosità ma anche di indicatori legati alla presenza nei territori di insediamenti industriali, porti, aeroporti, infrastrutture
critiche, centri per l’accoglienza di immigrati, obiettivi sensibili ecc. L’intero progetto consentirà di proiettare sul campo una forza operativa, consistente e dinamica, capace di assicurare un territorio effettivamente e interamente “sotto controllo”; saranno aumentate le pattuglie e potenziate le attività preventive ed investigative. Alcune importanti misure saranno immediatamente “operative” ma la complessità dell’intero progetto richiederà un’attuazione graduale. Grazie alle risorse già pervenute e a quelle che saranno ulteriormente stanziate, verranno realizzate importanti opere di riammodernamento delle strutture, dando priorità agli interventi che rendano spazi e servizi più fruibili per gli operatori di polizia e per i cittadini. Tutte le 14 aree metropolitane sono state toccate da questo importante processo riorganizzativo. Ma andiamo al dettaglio del progetto di rimodulazione.
La Polizia di Stato ha adottato misure innovative e flessibili, plasmate sui diversi ambiti cittadini, così da adattarsi ai mutevoli scenari di impiego. Ha creato, in quattro Città pilota – Napoli, Milano, Torino e Roma- 42 Distretti, facendo coincidere la competenza delle strutture della Polizia di Stato con quella delle Municipalità cittadine. Il dialogo tra Distretti di Polizia e Municipalità faciliterà, in aree metropolitane fortemente dilatate e differenziate, l’individuazione dei bisogni di sicurezza delle singole comunità, consentendo di intervenire in maniera mirata, incisiva e tempestiva, accrescendo anche la percezione di sicurezza.
Verranno, inoltre, istituiti nuovi Commissariati in zone prive di presidi di polizia mentre altri interventi toccheranno le fondamentali e peculiari competenze della Polizia di Stato- espressione dell’Autorità provinciale di Pubblica Sicurezza- negli ambiti amministrativi. Saranno resi sempre
più efficienti i servizi di front office ai cittadini per il rilascio di licenze amministrative, di porti d’armi, di passaporti o di permessi di soggiorno etc… A Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria e Catania, la realizzazione di “Centri polifunzionali della Polizia di Stato” contribuirà ad elevare gli standard di sicurezza dei territori e di efficienza dei presidi.

L’Arma dei carabinieri, coerentemente con la propria struttura presidiaria, capillarmente diffusa su tutto il territorio nazionale, ha realizzato – sulla base del sistema di indicatori fondato sui rapporti tra popolazione, delittuosità ed organici- interventi per rafforzare prevalentemente le Compagnie, le Tenenze e le Stazioni, che da sempre costituiscono, anche in ragione della loro prossimità, un immediato punto di contatto con i cittadini. Il modello organizzativo e operativo di prossimità dell’Arma è stato potenziato soprattutto nei quartieri più periferici delle città metropolitane e nei comuni dell’hinterland maggiormente interessati dai fenomeni di conurbamento con il capoluogo, nei quali l’espansione demografica degli ultimi anni non si è accompagnata a un proporzionato adeguamento degli assetti presidiari delle tre Forze di polizia. Ciò ha comportato in tutte le 14 città metropolitane una rimodulazione degli assetti organici dei reparti, a vantaggio delle Tenenze e delle Stazioni più impegnate. Le iniziative ordinative previste dall’Arma dei carabinieri nell’ambito delle 14 città metropolitane hanno consentito di pianificare, complessivamente, interventi di potenziamento organico di reparti, di accorpamento di Stazioni, di istituzione di nuovi comandi. 

La Guardia di finanza, nella autonomia organizzativa riservata al Corpo quale Forza di polizia specialistica, ha adeguato le proprie strutture presidiarie ed ottimizzato i processi di lavoro per una più efficiente azione nei settori d’intervento legati alla polizia economico-finanziaria. Ha adottato un modello organizzativo omogeneo in tutte le province e misure di razionalizzazione degli assetti, allo scopo di evitare una dispersione di risorse. Il Corpo, anche in ragione delle funzioni di concorso al mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica, ha preso parte attivamente ai lavori del Tavolo interforze.

La pianificazione per il 2020 vede coinvolte, oltre alle 14 città metropolitane, anche altre province. Avellino, Caserta e Cosenza vedranno modificata l’attuale rete dei presidi per corrispondere meglio alle esigenze di sicurezza di quei territori, potenziando la capacità di prevenzione e repressione dei reati. Nel 2020 la Polizia di Stato istituirà un nuovo commissariato di pubblica sicurezza a Casal di Principe (CE) e l’Arma dei Carabinieri istituirà nuove compagnie a Solofra (AV), a Cassano allo Ionio (CS) ed un Reparto Territoriale a Rossano-Corigliano (CS).

Le innovative procedure sperimentate dal Gruppo di lavoro interforze saranno progressivamente applicate all’intero territorio nazionale, per verificare la capacità dei presidi delle Forze di polizia di rispondere alla domanda di sicurezza dei cittadini e di adattarsi con rapidità e flessibilità al rapido mutare degli scenari economico-sociali e geo-criminali. Il primo step di questo nuovo approccio vedrà coinvolte nel 2020 le province di Catanzaro, Trieste, Brescia, Bergamo, Salerno, Padova, Venezia e Caserta.

 

fonte infodifesa

Rubrica a cura di Leo Beneduci 2 aprile 2020

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